Orecchie d’elefante

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Colocasia, Alocasia e Xanthosoma sono tre generi di piante appartenenti alla grande famiglia delle Aracee chiamati appunto, ‘Orecchie di Elefante’ ed un po’ come per i Fior di Loto’, ne siamo attratti per l’aspetto imponente e per la “magia” che ci trasmettono. 

Le specie presenti in natura sono poco più di un centinaio ma da queste sono state ottenute molte varietà. L’ Alocasia Macrorrhyza e la Colocasia Esculenta o Taro sono le specie più conosciute e più facilmente reperibili. Il Taro è stato coltivato per molti decenni a scopo esclusivamente alimentare e soltanto nell’ultimo ventennio ha trovato impiego come pianta ornamentale.

Le Colocasia e Xanthosoma hanno caratteristiche simili: fusto eretto,  foglie sagittate ed opacizzate pendenti verso il basso. Le Alocasia differiscono per le foglie più larghe e lucide con portamento verso l’alto. Tante le sfumature di colore distinguono varietà e cultivar, soprattutto tra le Colocasia. L’infiorescenza di queste piante si perde un po’ nell’impatto visivo che si ha di fronte ad una grande pianta adulta ma la spata, normalmente color giallo, non fa che metterci la ciliegina sulla torta…

Le Colocasia sono sicuramente quelle che interessano più da vicino l’appassionato dello stagno in quanto meglio si adattano alla vita acquatica e, soprattutto durante i mesi estivi, si possono immergere permanentemente nell’acqua. In queste condizioni tollerano bene i raggi solari diretti che ne esaltano la colorazione e la bellezza generale dello stagno. Al contrario le Alocasia e le Xanthosoma sono meno “acquatiche”. Tuttavia, nel periodo di crescita, gradiscono volentieri l’acqua nel sottovaso.

Naturalmente tutte queste piante si prestano benissimo alla coltivazione come piante d’appartamento purché abbiamo luce, acqua ed un terreno leggermente acido o neutro, ben concimato. Durante i mesi invernali possono sopravvivere soltanto se tenute in casa facendo attenzione a non far asciugare troppo la terra nel vaso. L’esposizione preferibilmente a sud, magari vicino ad una finestra. In alternativa, è possibile lasciarle all’aperto fino a quando foglie e piccioli marciscono totalmente. Dopodiché si raccolgono i tuberi e si fanno svernar nel terriccio o torba leggermente umida ad una temperatura non inferiore a 5°.

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