Piante carnivore

Ninfee rustiche  Ninfee tropicali Ninfee giganti Fior di Loto Ninfee rustiche isg Orecchie d’elefante

Costrette a vivere in ambienti ostili che le privarono degli elementi essenziali per potersi sviluppare, non ebbero altra scelta che evolversi modificando il loro aspetto per un’alternativa che le ha rese uniche nel suo genere.

Le piante carnivore sono belle, molto belle e stanno progressivamente trovando sempre più “estimatori” che decidono di coltivarne una sul davanzale o creare una torbiera adiacente al proprio stagno ornamentale. →

Hanno esigenze diverse rispetto alle piante palustri che conosciamo, ma come si dice: uno sforzo minimo per un risultato entusiasmante!

Nel nostro vivaio le coltiviamo da un decennio ma soltanto negli ultimi anni abbiamo aumentato la nostra collezione ed anche noi, e molti altri prima di noi, fummo “iniziati” dall’appassionato Furio Ersetti che con sua moglie Lilli Almacolle hanno portato avanti per molti anni la loro serra di produzione in provincia di Udine che fu anche luogo di meeting e ritrovo di molti collezionisti e divulgatori di questo genere di piante. Di conseguenza chi meglio di di Furio può spiegare le esigenze di tali piante per ottenere i migliori risultati:

Temperatura – non sono così freddolose come si crede. Molte  delle piante carnivore in coltivazione non provengono affatto dalle zone tropicali. Ad esempio, Sarracenie, Dionea e molte Drosere vivono benissimo tutto l’anno all’aperto anche al Nord Italia. Un luog

o riparato in terrazza è sufficiente per coltivare con successo un notevole numero di specie. Va ricordato che molte piante carnivore preferiscono un inverno freddo, più adatto al riposo vegetativo.

Luce – richiedono molta luce. Quasi tutte amano anche il sole diretto. E’ perciò preferibile coltivarle all’aperto o, se ciò non fosse possibile, all’interno in prossimità di una finestra orientata a sud. Le finestre con altre esposizione sono meno adatte e converrà quindi avvicinare il più possibile le piante ai vetri. Fanno eccezione le specie e gli ibridi appartenenti alla specie Nephentes, Pinguicula, Ultricularia ed alcune Drosere tropicali da sottobosco, che preferiscono una buona luce diffusa. L’ illuminazione artificiale con lampade adatte (d’ acquario o fitostimolanti) o l’ uso di un terrario consentiranno una perfetta coltivazione delle piante anche nelle situazioni meno favorevoli.

Terriccio – torba acida non fertilizzata (è la torba di sfagno più diffusa in commercio) usata pura, o meglio miscelata con sabbia* silicea (si trova nei negozi di acquariologia) o agriperlite  (si trova nei magazzini di prodotti agricoli). Un buon composto si ottiene miscelando tre parti (in volume) di torba con una parte di sabbia o agriperlite. *non va bene la sabbia del mare o quella usata dai muratori e comunque nessun tipo di sabbia che contenga calcare.

Acqua – le piante carnivore con l’eccezione del genere Nephentes e delle Utricularie epifite sono da considerare piante palustri o acquatiche. Hanno quindi bisogno di molta acqua. Meglio se piovana o distillata o comunque senza minerali. L’acqua di rubinetto di solito contiene calcare ed alla lunga nuoce il metabolismo delle piante carnivore. In ogni caso data la ‘natura’ acquatica di queste piante è preferibile bagnarle, talvolta, con l’acqua di cui si dispone -anche se non è ‘buona’- piuttosto di farle morire di sete. A mio avviso, il miglior modo per fornire l’adeguata quantità d’acqua alle piante carnivore è il ‘tray system’. I vasi vanno sistemati in vassoi o sottovasi con presenza costante di qualche cm. d’acqua, non si bagna dall’alto ma l’acqua con questo metodo viene assorbita per capillarità. E’ sufficiente rabboccare il sottovaso quando l’acqua diminuisce. Durante l’estate, quando le piante sono in piena vegetazione si può aumentare il livello d’acqua. D’inverno, durante il riposo vegetativo è sufficiente mantenere sempre umido il terriccio.

Nutrizione – queste piante, salvo, eccezioni, non vanno fertilizzate in alcun modo e di solito vanno nutrite con insetti od altro. In estate attirano e catturano le prede senza bisogno d’aiuto. Durante il riposo invernale utilizzano le riserve accumulate nella bella stagione. Va ricordato alle persone più apprensive che le piante carnivore non devono mangiare ogni giorno come i cagnolini. Per mantenersi in buona salute hanno bisogno solo di pochi insetti all’anno per ‘rafforzare’ un po’ il nutrimento che è già contenuto nella torba. Solo in terrazzi senza collegamenti con il ‘mondo esterno’ si possono aiutare con minuscoli frammenti di carne cruda macinata: poche volte solo nei mesi caldi.

Pulizia – le piante carnivore producono foglie nuove in continuazione durante la stagione di crescita, è quindi naturale che contemporaneamente perdano le foglie già esaurite. L’annerimento delle foglie più vecchie non è sintomo di malessere, purchè vengano reintegrate dai nuovi germogli.

Si consiglia di mantenere le piante sempre pulite togliendo solo le foglie, o parti di essere, che si deteriorano. In pratica: tagliare tutto il secco, nero o marcio e tenere tutto ciò che è verde anche se non è funzionale alla cattura delle prede.

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