Informazioni generali

– La maggior parte delle piante palustri sono perenni, e possiedono caratteristiche morfologiche simili alle piante terrestri, ma le loro radici sono strutturate per assorbire una maggiore quantità di acqua poiché, è la pianta stessa ad essere costituita da una percentuale maggiore di liquido rispetto alle piante terrestri (idrofite radicanti). Di conseguenza, le radici devono ancorarsi nella terra posta sott’acqua o almeno intrisa d’acqua, per garantire l’assorbimento delle sostanze nutritive oltre che la stabilità di tutta la parte aerea: il fusto in primis.

– La linea che divide l’apparato radicale dal fusto si chiama “colletto” ed è proprio questo che determina la profondità ottimale in cui deve collocarsi la pianta. Naturalmente, la profondità più adatta cambia in funzione delle specie o varietà di pianta, ma di regola, più alte sono e maggiore è la quantità d’acqua consentita al di sopra del colletto.

– Le altezze, le forme, le infiorescenze, i fiori, i colori… variano, sono tante le tipologie! Ci sono piante dal portamento eretto come ad esempio la Pontederia cordata, altre dal portamento eretto divaricato come la Thalia dealbata, oppure cespugliose come la Caltha palustris ecc…

Alcuni tipi di piante palustri

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– Tra le piante palustri troviamo anche le Iris laevigata, Pseudacorus e Versicolor, tre generi che si sviluppano perfettamente  a profondità maggiori rispetto ad altre iris come ad esempio il ceppo Louisiana e Pseudata. L’aspetto ed il portamento di queste iris non si differenzia da quelle terrestri, pertanto con le loro foglie a spada, contrastano bene tra le altre tipologie di palustri La fioritura avviene nel mese di maggio ed è possibile scegliere tra diverse colorazioni.

Alcuni fiori di iris palustri

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– Ci sono poi anche le rizomatose striscianti (es. Marsilea) che si muovono nel fango, e le striscianti a fusti sottili e lassi (es. Ludwigia) che come l’edera, si sviluppano sotto forma di piante anfibie, in ogni direzione. La stessa modalità di propagazione si osserva anche nelle piante sommerse, le quali sono costituite da fusti e foglie modificate, più sottili, che permettono loro di assorbire nutrienti non soltanto dall’apparato radicale  (spesso ridotto a pochi filamenti perlopiù di ancoraggio) ma anche dalle foglie.

Alcuni tipi di piante striscianti e rizomatose

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– Le idrofite natanti più conosciute come galleggianti, vivono anch’esse nelle paludi o comunque in acque stagnanti dove il carico organico disciolto nell’acqua è molto elevato. Infatti, il loro apparato radicale fluttuante nutre la pianta assorbendo voracemente i fosfati ed i nitrati presenti. Le radici di alcune piante come ad esempio la Trapa natans o castagna d’acqua, si sviluppano nel lungo fusto (radici avventizie) che, dal fondo melmoso mantiene ancorata la pianta galleggiante.

Alcuni tipi di piante galleggianti

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– Tutte queste piante, che siano erette (più o meno alte), galleggianti o striscianti, svolgono la funzione di depurare l’acqua. Ognuna di queste sfrutta le proprie caratteristiche morfologiche a suo modo ed alcune sono più efficaci:

Fitodepurazione

– La collaborazione batteri-piante è il connubio che determina il “lavoro” di fitodepurazione. L’efficacia di tale processo è legata alla struttura morfologica della pianta, alle condizioni ambientali in cui si sviluppa, all’apparato radicale, alla chimica dell’acqua ecc… Il genere Typha e le Iris pseudacorus sono piante morfologicamente diverse tra loro, eppure molto efficaci per la fitodepurazione. La complessa e prolifica struttura dell’apparato radicale delle Phragmites crea le condizioni ottimali per la proliferazione di quei batteri in grado di apportare benefici alla qualità dell’acqua, eliminandone il carico organico e sostanze nocive come i fosfati ed i nitrati. Tali pianti sono ritenute le più efficaci a questo scopo trovando largo impiego nella depurazione delle acqua reflue domestiche, agricole ed industriali, e da qualche decennio vengono inoltre utilizzate per biopiscine o biolaghi sfruttando lo stesso principio biologico.

Le piante più utilizzate per la fitodepurazione

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Le piante palustri, sommerse e galleggianti sono facili da coltivare, si accontentano della terra naturale, della giusta collocazione di acqua stagnante. Nel laghetto ornamentale sono indispensabili soprattutto per la funzione di filtraggio dell’acqua, e per ottenere un’ equilibrio biologico tra acqua, fauna acquatica e pianta, secondo natura. Per ottenere questo risultato è fondamentale inserire più tipologie di piante in quanto, come già detto, ogni specie contribuisce in modo diverso e tutte assieme, fanno lavoro di gruppo.